Ecco cosa ci scrive Gianluigi Salvador del WWF:
In un sistema in pre-colasso come sta vivendo il sistema sanitario veneto con 2.5 mld di debiti (dati S24O), bilancio sanitario che succhia l’83% delle risorse complessive, la cosa peggiore che si può fare è chiudere i centri di controllo che invece permettono di misurare i trend del degrado e ridefinire di volta in volta le priorità di intervento nei confronti della salute e della biodiversità minacciate.
In queste condizioni di mancanza di controlli pubblici saremmo in balìa dei cattivi processi produttivi progettati in funzione del puro profitto.
Un sistema senza misurazioni e controlli è un sistema che autoalimenta il proprio collasso. Lo dicono chiaramente anche le norme ISO 9000 o ISO14000 o EMAS che trattano dei sistemi di gestione della qualità dei processi produttivi e ambientali nell’ottica del miglioramento continuo.
Le soluzioni sulle priorità funzionali dell’ARPAV devono essere altre, e devono essere discusse in ambiti territoriali fra istituzioni e portatori di interessi diffusi sparsi nel territorio, nel nome della governance e non del consueto government calato dall’alto, come è il caso della pianificazione annunciata nell’articolo allegato, pianificazione che porterà certamente a decisioni guidate da interessi consolidati e non dagli interessi dei cittadini nel lungo periodo.
Per esempio già ora i controlli pianificati sulle uve e sui vini, pur essendo il Veneto la regione a più alta produzione, sono assolutamente insufficienti e difficili da avere, lasciando con ciò lo spazio a rischi sulla qualità dei prodotti nei confronti della popolazione, visto che si spargono migliaia di tonnellate di pesticidi più che tossici, tossici e nocivi, pesticidi stanno riducendo salute, biodiversità e inquinando le falde acquifere e l’aria. E poi ci sono gli inceneritori, gli impianti a biomasse, il traffico, i fuochi all’aperto, i rifiuti tossici, le discariche, etc
Penso anch’io che il WWF Veneto debba fare delle valutazioni e prendere posizione su questa pianificazione dell’ARPAV.
Cordiali Saluti
Gianluigi Salvador
referente energia e rifiuti WWF Veneto
membro Movimento per la Decrescita Felice (MDF)
Noi, come Comitato, non possiamo che essere allarmati dalla notizia della chiusura dei laboratori delle ARPA in Veneto e nelle altre regioni. Chi controllerà che le emissioni delle varie imprese industriali siano effettivamente conformi alle leggi? Chi aiuterà le imprese a trovare le criticità negli impianti e sistemarle prima che si generino problemi?
Si continuano a ridurre quando non proprio eliminare servizi fondamentali per la collettività (trasporti pubblici, scuola, assistenza, laboratori), mentre i privilegi di pochi rimangono tutelati. Il tutto a detrimento complessivo del benessere comune e con grave danno all’ambiente (e quindi alla nostra salute).
Come i cittadini che hanno votato al referendum per i beni comuni, siamo convinti che non saranno questi tagli né tanto meno le privatizzazioni a migliorare la situazione italiana. Al contrario, lo sarà la presa di coscienza sempre più diffusa della popolazione. Questa, ci auguriamo, riporterà ad un governo locale e nazionale veramente democratico, e non in mano alle Lobby come quello attuale.
Un governo veramente democratico non potrà che puntare ad una ridistribuzione più equa della ricchezza, ad una riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle piccole imprese locali, attraverso scelte diametralmente opposte a quelle che si continuano a fare ora a tutti i livelli amministrativi.
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